venerdì 21 agosto 2026

The Mystery of the Brobdingnagian Beast


Ho finalmente letto il secondo volume delle nuove avventure dei tre investigatori, e a questo punto bisogna chiedersi: è il caso di proseguire a leggere questa serie? Ne vale la pena? 

Dentro di me io so già che proseguirò, almeno per un altro po', ma la realtà è che il risultato di questo secondo sforzo di Liz Arthur e Steve Bauer per me è molto deludente. 

Venite, vi spiego perchè.


Il titolo contiene un riferimento a Gulliver's travels, non so quanto attinente, forse non più di tanto, ma probabilmente intrigante per un anglofono. Non parliamo della copertina, che è proprio orrenda, ma questa considerazione direi che riguarda l'intera serie, quindi passiamo invece al succo. 

Ora, tutti i gusti son gusti, ma quelli che per me sono difetti stilistici, e che avevo già notato nel primo volume, nel secondo ci sono ancora tutti: sovrabbondanza di descrizioni di pensieri e stati d'animo, che, ripetuti per tutti i personaggi: Jupe, Bob, Pete e Mallory, e perfino, anche se un po' più brevemente, per i loro genitori, creano un libro eccessivamente lungo e palloso. Si, qui i genitori dei 3I sono assai più protagonisti che nella serie originale, cosa di cui pochi penso sentissero il bisogno.

Vi ho già detto che Pete è mezzo messicano e Bob mezzo cinese, no? Ora scopro che Jupe è di origine serba, e quindi giù paragrafi sul suo incontro con una famiglia di immigrati serbi. Ma rispetto ad Abecedarian, che già era ben lontano dall'agilità, magari a volte un po' rozza, ma funzionale, della serie originale, Brobdingnagian è ulteriormente appesantito da una prosa convoluta, piena di frasi subordinate e paragrafi che dispiegano una collezione completa di tempi verbali. 

E la storia? Un'inizio interessante e originale ci porta sul set di un film ad indagare su misteriosi sabotaggi, e finiamo per essere incuriositi da John Freemont, un controverso personaggio storico californiano e dai suoi tempi burrascosi: un tratto di storia americana da approfondire. Ma presto al centro dell'interesse dei 3I viene a trovarsi il probabile cattivo della situazione, il quale, senza alcuna suspence, senza alcun colpo di scena, dopo 326 pagine, viene infine incastrato. Mallory la rossa collabora coi 3I ma non c'è nessun love affair in vista. 

Insomma un contorno piuttosto palloso e, per me, senza niente di davvero interessante al centro, qualcosa che rischia di farmi dubitare dell'operazione stessa di revival ideata dalla figlia di Bob Arthur e da suo marito. Tuttavia i 3I mi rimangono sempre attaccati, per cui aspettatevi da parte mia ancora almeno la recensione di The Mystery of the Chimeric Cornucopia, prima di una eventuale resa.

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